Storia

L'idea di produrre vino fu proprio di Don Antonio Belloni, sacerdote ligure, quando iniziò nel 1863, la sua opera di cura e aiuto ai ragazzi orfani. Il missionario riuscì ad acquistare 64 ettari tra la valle di Cremisan e Beit Jamal costruendo la cantina, inizialmente, nelle grotte naturali sulla collina dove prima c'era un monastero bizantino del VII secolo, edificando così il convento che per tanti anni è stata la sede del seminario salesiano, prima di essere trasferito a Bethlehem e successivamente a Gerusalemme. Oggi il convento, la cantina nuova, le vigne e gli oliveti sono circondati dal muro di protezione dell'insediamento di Gilo. La superficie vitata si alterna agli oliveti e ai frutteti. Tutti sistemati sui terrazzamenti realizzati dalle sapienti e pazienti mani dei lavoratori dei villaggi vicini a Cremisan. Una pineta ricopre le zone più impervie, il piccolo cimitero e il centro sportivo dove vanno a giocare i bambini delle scuole del vicino convento femminile e di Beit Jala. Il secondo nucleo aziendale è rappresentato dai terreni che circondano il convento di Beit Jamal, vicino alla attuale città israeliana di BETSHEMESH. Beit Jamal, l'antica casa di Gamaliele è un luogo bellissimo dove agricoltura, archeologia (qui c'è il santuario di Santo Stefano e la tomba dove Gamaliele nascose i resti umani del "protomartire") e luoghi ricchi di misticismo costituiscono un "parco ambientale" di straordinario valore.

Cremisan Wine Estate

Oggi

Fino al 2006 la cantina di Cremisan si è retta sulla sagacia e l'intraprendenza di due uomini: "Don Franco Ronzani ed il collaboratore ed enologo Ermenegildo Lamon" Sotto la loro pluriventennale gestione e direzione, con l'aiuto degli operai palestinesi (cristiani, ortodossi e mussulmani), la vineria si è sviluppata fino a toccare la ragguardevole "punta" delle 500 mila bottiglie di vino vendute intorno agli anni duemila. Con il contributo determinante dei vari ispettori che si sono succeduti, Don Franco e Signor Lamon hanno garantito presenza e presidio sulle due aziende agricole fondate da Don Belloni. Tra il 2006 e il 2007 scocca una scintilla che vale la pena ricordare e raccontare. Stefano Cimicchi, ex Sindaco della città di Orvieto, gemellata con Bethlehem, frequenta già da molti anni la Terra Santa e si reca spesso a Cremisan per assaggiare vini e a sollecitarne la salvaguardia rispetto ai rischi che le opere di tutti gli ordini religiosi stavano correndo in quella terra martoriata. Don Franco chiede aiuto e dopo vari colloqui si decide di dare vita ad un vero e proprio progetto che abbia le caratteristiche della continuità e della coerenza rispetto alle volontà dei fondatori e alle finalità delle opere salesiane. Si ravvisa la necessità di un soggetto "abilitato" e professionalmente in grado di gestire progetti complessi e fondi pubblici e privati. Il VIS con Sara Faustinelli entra in scena e vi rimarrà sino a tutto il 2014. Da allora si mettono in campo molte iniziative che vedono Cremisan oggetto del sostegno da parte di molti soggetti pubblici (Regione Sardegna, Regione Umbria, Provincia di Trento, Fondazione Mach di San Michele all'Adige) e privati. Ma l'accelerazione vera avviene con la discesa in campo di Riccardo Cotarella. Stefano Cimicchi è amministratore della Cantina Monrubio, una antica cooperativa vitivinicola dell'agro orvietano e Riccardo ne è il Direttore. Gli inviti a entrare nel team di sponsor di Cremisan erano andati fino ad allora a vuoto quando avviene un fatto particolare, Riccardo viene invitato a visitare Israele, da un Ministro di quel Paese, e chiede informazioni ad una amica che lavora nel settore del vino in USA, Beatrice che dice a Riccardo: " se hai tempo vai a visitare la cantina dei salesiani, dovrebbero fare un poco di vino. Lì c'è un salesiano che conosco bene, si tratta di Don Gianni Caputa" Riccardo domanda a Stefano se sono gli stessi salesiani di cui da tempo gli parlava e se conosce quel prete. Certo, risponde Stefano, si tratta del Vice Rettore del Seminario Salesiano Ratisbonne di Gerusalemme. Riccardo chiama Beatrice e gli chiede conferma. Stefano chiama Don Gianni che si ricorda dei suoi studenti al liceo di Beirut, qualche anno addietro, e tra di essi c'è Beatrice. Una scintilla!! Riccardo si reca a Gerusalemme e va a visitare Cremisan con Don Gianni e Giorgio "Ziad" Bitar, oggi Direttore Esecutivo della cantina di Cremisan ! Dopo di allora tutto cambia!! Stefano e Riccardo scrivono una lettera a un certo numero di "amici" che incominciano a donare soldi e materiali per l'adeguamento dei vigneti e della cantina. L'amico Mauro Vallinotto (famoso foto/giornalista) propone Cremisan per un Premio che alcuni vitivinicoltori delle Langhe danno ogni anno ad un progetto meritevole di essere coerente con il loro progetto solidale che prende il nome de "L'insieme". Insomma il Progetto Cremisan entra nel mondo del vino internazionale, diventa un progetto condiviso e si guadagna molti amici. Nel frattempo i ragazzi mandati a studiare (Fadi Batarseh di Beit Anina e Laith Kokali di Beit Shour) si laureano e insieme a Ibrahim Baboun e a Giorgio Ziad Bitar assumono la direzione e la gestione della cantina e delle due aziende agricole, quella di Cremisan e di Beit Jamal. A partire dal 2015 cessa la funzione del VIS per il quale Manuela Chiang e Luca Cristaldi avevano profuso importanti e competenti energie e l'Ispettoria Salesiana del Medio Oriente stipula un accordo con Stefano Cimicchi e Riccardo Cotarella per la sola gestione operativa del complesso aziendale che i salesiani hanno fondato e salvato dalla secolarizzazione della presenza cristiana in Terra Santa. La proprietà e il potere decisionale è saldamente nelle mani dei salesiani che hanno così innovato il loro approccio alle "opere" introducendo una nuova fase dei rapporti con i laici. Il tutto a vantaggio delle opere salesiane in Terra Santa che possono e devono continuare un ruolo importante di presenza e di sostegno alle attività formative e liturgiche proprie della missione dei cristiani nella terra di Gesú.

Info

  •   +972 2-274-4825
  •  Cremisan, Betlemme
  •   ibrahim.cremisan@gmail.com
  •  
Riccardo Cotarella, enologo e docente universitario, è nato nel 1948 a Monterubiaglio. Ha costituito nel 1981, a suo nome, la società di consulenze viticole ed enologiche di cui è Direttore Generale. Qualche anno prima, ha dato vita insieme al fratello Renzo all'azienda vinicola Falesco, di cui è Presidente. E' docente universitario presso la facoltà di Agraria della Tuscia, per il corso di laurea in enologia e viticoltura. Presiede numerosi organismi, fra cui: Associazione Industriali di Terni, settore alimentare; Assoenologi, sezione Lazio e Umbria; è altresì membro della Commissione di Appello per gli esami organolettici vini Doc e Docg, Italia Settentrionale; Commissione Degustazione presso la Camera di Commercio di Terni per l'idoneità dei vini di Orvieto e Colli Amerini. E' inoltre consulente enotecnico presso numerose aziende in Italia e all'estero, nonchè membro della Commissione Tecnica di Degustazione presso la Camera di Commercio di Viterbo. Dal 2001 conduce seminari in ogni parte del mondo (Atlanta, Parigi, Dubai, Tokyo, Singapore), organizzati dalla società Conexport, a capitale pubblico, dove presenta i vini da lui seguiti e i territori dove sono stati prodotti. Svolge, inoltre, una serie di attività senza scopo di lucro. A cominciare dalla comunità di San Patrignano, con la finalità di preparare i ragazzi al lavoro di agronomi ed enologi, per cui segue anche l'azienda vitivinicola della stessa Comunità. Con la propria azienda, e con altre di cui è consulente, partecipa al progetto "Wine for life" della Comunità di San Egidio. E ancora, segue in Palestina a Betlemme la Cantina Cremisan, una delle più importanti realtà della Comunità dei Salesiani, per i quali sta realizzando una cantina con macchinari e tecnologie frutto di varie donazioni. E' Accademico aggregato all'Accademia dei Georgofili di Firenze e membro dell'Accademia della Vite e del Vino. Organizza programmi di stage presso la propria azienda, riservati agli studenti dell'Università della Tuscia, dove insegna. A fine corso, tutti i ragazzi hanno trovato impiego presso cantine in Italia e all'estero. Cotarella vanta una serie di riconoscimenti e di onorificenze, che proviamo di seguito a riassumere: Business and Culture Award 2001 presso la sede ONU di New York; Migliore Enologo Italiano 2001 (Gambero Rosso); Winemaker of the year 2001; "Uno dei migliori personaggi del vino più influenti al mondo" (Wine Advocat, rivista internazionale); Migliore Enologo italiano 2002, Associazione Sommelier; Gran Medaglia di Cangrande 2002; "Una delle migliori armi al servizio del winemaking italiano" (Winespectator); Premio alla carriera di enologo 2004, Comune di Aldeno, Trento; Premio Internazionale 2007, Vinitaly Verona; San Vigilio d'Oro 2007, Comune di Trento; Cavaliere al Merito della Repubblica; Laurea Honoris Causa Università della Tuscia, Viterbo; Ambasciatore emerito delle Città del Vino
Riccardo Cotarella

Riccardo Cotarella

Wine Maker
Nasce ad Allerona il 25 Dicembre del 1955, sposato con due figli e una nipotina. Sportivo e appassionato di agricoltura, per lunghissimo tempo è amministratore della città di Orvieto. Sindaco dal 1991 al 2004, svolge vari altri ruoli con un’attenzione prevalente allo sviluppo economico e all’innovazione, alla formazione e al marketing territoriale. Contribuisce alla redazione e alla gestione del Progetto Orvieto a seguito del quale gestisce due delle tre leggi speciali che la città ha avuto dal Parlamento Italiano. Dopo il Progetto Orvieto implementa una nuova fase progettuale imperniata prevalentemente sull’economia della conoscenza e della cultura. Numerose sono le iniziative che ha fatto nascere e le istituzioni che ha contribuito a fondare, tra le altre: Umbria Jazz Winter, Centro Studi Città di Orvieto, Associazione Teatro Mancinelli, Città Slow, Premio ai Diritti Umani, Nazionale Italiana dei Sindaci di calcio, Premio giornalistico all’inviato speciale Luigi Barzini, Scuola dei Librai, CERSAL (Centro Ricerche per la Sicurezza Alimentare), Hydrogenticities, Scuola di Archeologia, ecc....ecc....per 5 anni Amministratore Unico della Agenzia di promozione turistica dell’Umbria, gemellaggi con varie città del Mondo tra le quali Betlemme, Aiken, Maebashi e Kercem (Malta). Stefano è cittadino onorario di Betlemme e di Kercem Malta-Gozo). Come Presidente dell’Associazione dei Comuni dell’Umbria, e come Sindaco di Orvieto, ha prodotto numerosi progetti di Cooperazione Decentrata diretti verso la Palestina e il Kurdistan. Ha fatto parte, con ANCI Nazionale, di varie delegazioni che hanno partecipato ai tavoli internazionali di cooperazione. Attualmente, oltre che di vitivinicoltura ed olivicoltura, si occupa di servizi alle imprese, energie di fonte rinnovabili e internazionalizzazione dei sistemi imprenditoriali locali. Tra gli altri impegni fa parte del "board" della Fondazione di Archeologia Arborea. Stefano Cimicchi è stato"iniziato" alla Terra Santa e a Cremisan, nel 1996, dal Vescovo di Orvieto-Todi, Mons. Lucio Decio Grandoni.
Stefano Cimicchi

Stefano Cimicchi

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