Saluto dell’Ispettore Salesiano del Medio Oriente

Don Munir Al Raì El Rai

 

 

 

 

Cremisan, il vino che viene dalla Terra……..Santa!!

La Cantina Cremisan è un’opera salesiana in Terra Santa che fu istituita da Don Antonio Belloni nel 1863. Egli fondò un istituto religioso, detto della “Sacra Famiglia”, che

in seguito essa entrò a far parte della famiglia congregazione salesiana. Questa, che oggi segna la sua presenza in 132 paesi nel mondo.

Obiettivo di questa istituzione era è quello di promuovere l’educazione e il benessere della gioventù maggiormente disagiata.

Il nostro obiettivo primario nel mantenere un’impresa agricola è stato e rimane, quello di prestare servizio ai giovani poveri, abbandonati e in pericolo, preoccupandosi della loro formazione umana e culturale.

 

Siamo convinti che l’educazione è un elemento di sviluppo e di inclusione sociale. Come diceva Don Bosco: ” Ragazzi, giovani, fate della vostra vita un dono. Credete nelle vostre tante capacità: potete cambiare il mondo! Don Bosco ancora oggi crede in voi! Non dite mai “ormai”, “ormai è troppo tardi…”, non dire mai “Non sono capace…” o “Non sono all’altezza…”. Le parole “ormai”, “non sono capace” non devono esserci sulle vostre labbra. Don Bosco ci insegna che tutti i ragazzi sono capaci di grandi cose! Don Bosco ci insegna che i ragazzi sanno sognare in grande!

 

Fare il vino e saperlo fare bene in una situazione così complicata come quella di oggi fa parte dello spirito e del coraggio salesiano.

Ma chi siamo noi? Che cosa c’entriamo noi con questa terra martoriata?

 

L’Ispettoria Salesiana del Medio Oriente intitolata a “Gesù Adolescente” (MOR) è stata canonicamente eretta il 20 gennaio 1902, dopo richiesta alla Santa Sede da parte del Rettor Maggiore, il Beato don Michele Rua.

Il terreno era stato non solamente preparato, ma ben arato e coltivato da don Antonio Belloni, fondatore dell’Orfanotrofio di Betlemme e della Congregazione della Sacra Famiglia. Già nel 1893 lo stesso canonico Belloni e circa metà dei suoi confratelli erano entrati nella congregazione salesiana professandone i voti e le regole. Facendosi salesiano, oltre alla casa di Betlemme, don Belloni portava con sé “in dote” la Scuola agricola di Beit Jamal, il noviziato di Cremisan e il vasto terreno su cui in seguito sarebbe sorta la casa di Nazareth. Don Belloni morì nel 1903 ed è tuttora ricordato come il “padre degli orfani” (Abu-l iatàma).

 

Più tardi l’Ispettoria si sviluppò negli altri Paesi del Medio Oriente: in Egitto nel 1896, in Turchia nel 1903, in Iran nel 1937, in Siria nel 1948, in Libano nel 1952. Per alcuni anni (1976-1998) l’Ispettoria MOR (tale è oggi la sua sigla) comprendeva anche alcune presenze in Etiopia.

 

Attualmente l’Ispettoria comprende 15 14 presenze, così distribuite: 5 in Terra Santa, 3 in Egitto, 3 in Siria, 2 in Libano, una in Turchia e una in Iran.

Non è raro nel nostro mondo vedere clero e laici uniti per la produzione di beni e servizi allo scopo di valorizzare le risorse del territorio e per creare posti di lavoro per la gioventù.

La Cantina di Cremisan ha dato lavoro a diversi giovani e a permesso alle famiglie palestinesi, non solo a quelle cristiane, di rimanere nei loro villaggi e di svolgere un lavoro dignitoso, oggi conosciuto nel mondo.

Si! il vino è un buon messaggero, lo testimoniano i tanti paesi che importano i nostri prodotti (olio e vino) e che li acquistano anche e soprattutto per la loro qualità!

 

C’è una frase che don Bosco ripeteva continuamente ai suoi ragazzi: “Desidero vedervi felici nel tempo e nell’eternità”. Nella prefazione di un libretto consegnato ai giovani dell’Oratorio ricordava che c’era gente convinta che per essere santi occorresse rinunciare alla felicità. Don Bosco invece ci dice che la santità consiste nello stare molto allegri. E allora, ragazzi, siate allegri, di quella allegria vera che viene da Gesù, di quella allegria che significa volere il bene del proprio amico o della propria amica.

 

Il vino evoca il convivio, l’amicizia e la fratellanza. Non bisogna abusarne ma non si deve neanche ignorare il fatto che esso può essere un ottimo coadiuvante della volontà di stare insieme. Sono questi i principi base della famiglia salesiana, la comunità e la fratellanza.

 

Gli operai e i tecnici (formati grazie al contributo di donatori italiani) formano, appunto, una comunità di uomini e di donne che, con il loro lavoro, contribuiscono a dare futuro ad un’opera nata per i giovani e gestita, oggi, da giovani.

Lo spirito salesiano vive in questa azienda perché aiuta a raggiungere lo scopo di aiutare la formazione dei giovani, sia quelli destinati ad operare nella società civile che quelli che andranno nel mondo a continuare l’opera di Don Bosco.

 

 

L’Ispettore MOR

Don Munir Al Raì El Rai

 

 

 

 

 

Per chi vuole collaborare attivamente con le opere salesiane del Medio Oriente consultare il seguente link: www.donboscomor.org